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Ci schiereremo sempre a favore dell'infanzia. Adesso è Palestina.
La vita nei territori di Gaza prevede la chiusura totale della striscia: nessuna merce può essere importata ed esportata.
A Gaza entra il minimo non necessario per la sopravvivenza.
A Gaza i bambini muoiono per piccole infezioni.
A Gaza i bambini che si rompono un braccio giocando restano con il braccio rotto perché non può entrare il materiale medico.
A Gaza un bambino urla dal dolore.
A Gaza non si lavora, perché le industrie stanno chiudendo e non per la nostra stessa crisi.
A Gaza manca l’elettricità per ore, manca l’acqua.
A Gaza manca una vita e non dal giorno del Piombo Fuso.
Gaza non e’ occupata.
Occupare significa avere degli obblighi nei confronti della popolazione locale, istruzione, sanità ecc. e tutto questo a Gaza non c’è.
Gaza è abbandonata dal mondo e sta appassendo.
Ma un bambino rappresenta il futuro di una popolazione, rappresenta la speranza.
Uccidere i più piccoli nella speranza di una resa.
Fermiamo Erode
Si aprano le frontiere agli aiuti umanitari.
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